giovedì 29 agosto 2013
La musica
G. Leibniz
mercoledì 16 gennaio 2013
Limite ecologico e geopolitica
La barriera del limite ecologico pone le potenze mondiali, che competono per espandere le proprie risorse disponibili, di fronte a scelte strategiche che non hanno precedenti storici.
La competizione per le risorse necessita della possibilità di espandere il limite ecologico globale o in alternativa della possibilità di trasformare la competizione economica in competizione militare per ottenere con la forza l’espansione del proprio limite restringendo quello altrui.
Dopo una corsa durata secoli, che si è fatta galoppante negli ultimi decenni, per l'accumulazione di ricchezza e potenza tramite sviluppo tecnologico, la prospettiva di uno scontro militare per l’accesso alle risorse appare terrificante e senza prospettive.
sabato 1 dicembre 2012
Il limite ecologico
Sebbene siano varie le cause della crisi economica che il mondo, e l’Italia in particolare, stanno attraversando da più di quattro anni, credo che ve ne sia una di particolare interesse perché rappresenta una novità storica.
Mentre crisi finanziarie e di sovrapproduzione, polarizzazioni delle ricchezze e messa in discussione dei tenori di vita, su lunghi periodi sono storicamente ricorrenti, anche se avvertiti come eccezionali dalle generazioni presenti, la nave dell’economia mondiale sembra oggi incagliata su uno scoglio di nuovo tipo, che sinteticamente definirei il “limite ecologico”.
giovedì 11 ottobre 2012
Finanza ab ovo
La natura come percipita dall’osservazione scientifica appare costituita da un’unica sostanza: l’energia.
Altissime concentrazioni di energia, che si ipotizzano sprigionate dal gran botto da cui tutto ebbe inizio, si raggrumano e incrostano formando materia, che è la principale sostanza del mondo naturale (in tempi recenti la scienza ha imparato a rompere la crosta di alcuni tipi di materia, liberando quella energia e chiamandola termonucleare).
Quando la materia formatasi da concentrazioni di energia è soggetta ad una forza attrattiva con altra materia, si dice che è dotata di massa e la forza attrattiva è detta forza gravitazionale. Le forze di attrazione (gravitazionale e altre di cui non diremo) provocano un continuo spostamento della materia da una posizione all’altra, che è detto movimento.
martedì 9 ottobre 2012
Unità della coscienza
Dal diritto costituzionale moderno impariamo che ogni stato unitario ha tre presupposti costitutivi fondamentali e necessari: una popolazione, un territorio e un governo efficace.
Ora la popolazione dei nostri processi mentali condivide uno stesso territorio e le risorse in esso disponibili, cioè il cervello. Probabilmente la nostra coscienza raggiunge la sua unità perché, fortunatamente, i nostri processi mentali non possono uscire dalle orecchie per andare a cercare fortuna altrove quando non sono in armonia con i loro vicini, debbono per forza raggiungere un accordo politico e formare un governo.
lunedì 8 ottobre 2012
Il disagio di fronte alla macchina
Se la natura trova nella morfologia del vivente una regolazione ed un limite alla velocità dell’espansione e dell’evoluzione, solo la disponibilità di energia condiziona la pervasività della macchina e un poco di ingegno geometrico il suo sviluppo. La macchina offre le più allettanti opportunità di intrapresa, ove investire risorse per accumulare rapidamente capitale e potenza. Non si fanno grandi e veloci fortune investendo sul potenziamento della natura e dell’umano. Pazienza e fatica di ingegno organico sono da sacrificarsi in grande quantità, per rendere la natura solo un poco più generosa. La macchina da soddisfazioni più rapide e vince a mani basse la competizione per guadagnare i voti degli uomini.
giovedì 20 settembre 2012
Miopia e presbiopia del risparmio
Il desiderio di accumulare fonti di guadagno è caratterizzato da una sorta di miopia che colpisce prevalentemente il soggetto economico ad alto reddito, il quale propende a impiegare una parte crescente del proprio reddito non nel consumo, ma in investimenti, finanziari o produttivi, nell’assunzione di potere aumentare i guadagni senza che ciò abbia un limite.
Nel caso dell’investimento produttivo la miopia conduce ad un eccesso di produzione rispetto alle possibilità di consumo. Ogni investimento genera un profitto solo se alla fine del processo di produzione i beni di consumo finali prodotti vengono venduti ad un prezzo conveniente. Se nell’orizzonte visuale soggettivo del singolo investitore vi può essere ottimismo che i suoi prodotti possano essere venduti, il fatto che nell’insieme dell’economia la propensione a consumare diminuisca, in proporzione al reddito globale, man mano che produzione e redditi crescono, rallenta la crescita della domanda di beni, facendo scendere i ricavi e compromettendo la convenienza degli investimenti.